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Mia madre è malata,sicuramente.E forse a lungo andare ha contagiato anche me.Questa in fondo potrebbe essere una spiegazione plausibile,e io ho imparato ad accettarla da tempo.
La prima volta è stata violenta,sì.Ma non la più violenta.Non ho quasi reagito,non riuscivo a connettere.L'assurdità di quanto stava succedendo mi ha portata a osservare la scena dal di fuori,come se non mi riguardasse più di tanto.

Era estate.Agosto.Avevo sedici anni.L'ombrellone lo prendevamo ogni anno sempre allo stesso stabilimento,la Conchiglia.Quell'anno i tedeschi erano meno del solito,al contrario dell'afa,che invece accendeva l'aria già alle prime luci dell'alba.
Mi ero fatta un bagno con due donne che fanno l amore Jessica e Chiara,le mie compagne di classe.Ero chiusa in cabina ad asciugarmi e a cambiarmi il bikini.

Qualcuno ha spalancato la porta che nell'impeto mi ha colpito alla schiena,con uno schiocco.Ho sobbalzato e ho stretto i denti per il dolore all'anca.Mi sono voltata di scatto e mi sono trovata di fronte mia madre,col suo bikini viola e i capelli bagnati sciolti sulla schiena.
“Mamma ma che fai?!”
Mi ha fissato in silenzio e ho afferrato al volo.Si capiva dagli occhi che era un'altra delle sue crisi.Forse si era scordata le pillole,come l'ultima volta.
“Sei una stronza!”mi ha sibilato.Poi si è chiusa la porta alle spalle e mi ha tirato uno schiaffo.Forte,mi sono venute le lacrime.

“Mamma...” Non mi ha fatto finire e mi ha sbattuto masturbazione femminile  al muro,furiosa.Mi tirava i capelli e mi affondava le unghie laccate nella schiena.
“Una puttanella!”.
“Mamma basta cazzo!”.Ho cercato di divincolarmi con più energia e lei mi ha sferrato una ginocchiata all'inguine.Mi sono portata le mani agli slip,e lei mi ha tempestato di schiaffi,isterica.Schiaffi a piene mani,da lasciare solchi rossi sulle guance.In un attimo di tregua mi sentivo piagnucolare,poi mamma mi ha dato un calcio in faccia e mi ha spaccato il labbro con la punta del suo zoccolo.Ero in ginocchio,in lacrime,nella penombra della cabina,e mia madre addosso che mi soffiava sul collo.Si è chinata su di me e mi ha sollevato la testa per i capelli.

“Credi che non lo vedo quanto sei troia??”ha detto.Si era quasi calmata adesso.
“Ma che dici?”sono riuscita a mormorare.Ma lo sapevo che era inutile.La dottoressa ce lo aveva spiegato bene.Quando si perdeva dietro i suoi deliri non c'era nulla di razionale che potesse trattenerla.Dovevi solo lasciarla sfogare.
“Ma guarda che puttanella che ho tirato su...”ha detto lei con una punta di disprezzo.E ha fatto una cosa che non mi aspettavo.Ha infilato una mano sotto l'orlo dei miei slip.
“Sei già bagnata lì sotto?”

Prima che potessi muovermi mi ha penetrato la fica con un colpo secco di medio e indice.Ho strizzato gli occhi,credo di aver urlato.Non avevo mai avuto rapporti completi,e le sue unghie affilate sono state come un affondo di coltello.Praticamente mi ha sverginato lei.Mia madre.
“Puttanella” ripeteva,come in trance.E le sue dita andavano su e giù,su e giù.Non capivo più niente,mi sembrava di svenire.Piangevo in silenzio,gemevo piano ed era solo dolore.Accasciata per terra,la sabbia che mi graffiava le ginocchia e mia madre che con l'altra mano mi accarezzava la vita. Dolce,quasi.Poi ha sfilato le dita dalla mia fica e me le ha avvicinate alla bocca.

“Senti quanto sei puttana...”ha detto.Sembrava divertita.Ma io ho scansato la testa e lei non ha insistito.Si è portata le dita in bocca e ha deciso di assaggiare lei.
“Mmm...Che buona la fica di questa troietta”.
Si leccava le dita e intanto con l'altra mano era salita a palparmi il seno.Era delicata,mi stavo quasi rilassando,pensavo fosse finita.Invece mi ha schiacciata a terra ed è tornata con le dita sotto i miei slip.Stavolta però la parte di dietro,perchè voleva il mio culo.
Il “no” che mi è uscito dalle labbra è stato un acuto sfiatato.Mia madre mi ha piantato un ginocchio sulla schiena e non mi ha dato modo di muovermi.
“Zitta che ti faccio male davvero!”ha ordinato.
Quando mi ha penetrato ho battuto a terra la fronte e mi sono morsa un labbro.Faceva male.Molto più di prima.E mia madre mi affondava le dita nell'ano brutale,senza alcuna attenzione.L'ho sentita ridere,mentre io piangevo e grattavo il pavimento con le unghie sbiancate.Si è divertita ad aprirmi il culo e con l'altra mano mi accarezzava la schiena,metodica.Si è sdraiata sopra di me,mi ha infilato la mano sotto le tette,mi ha pizzicato un capezzolo.La sentivo accorciare il respiro,strusciarsi,incastrare le gambe tra le mie.E' scesa con l'indice e il medio tra le grandi labbra delle mia fica e mi ha infilato nel culo il pollice.Mi ha scopato così,con tre dita,continuando a palparmi il seno.Avanti e indietro,avanti e indietro,avanti e indietro.Sentivo un taglio,una fiamma,un dolore lancinante,ma dietro la porta,nascosto,anche qualcosa di diverso.Un gusto stordente,un piacere abbacinante e sconosciuto,il brivido elettrico di un uragano in arrivo.La spiaggia pochi metri là dietro era affollata e vociante,ero rinchiusa in una cabina dello stabilimento con mia madre che mi aveva infilato le dita nella fica e nel culo e mi stava piacendo.

Sentivo la fica aperta,fiammeggiante e liquida e volevo che non smettesse mai di tormentarmela con le sue unghie rosse.Sono venuta con un lampo bianco nel cervello,ho strisciato una guancia e ho leccato i granelli di sabbia per terra.Ero su un altro mondo,annientata,svuotata,beata.Mia madre ha continuato a penetrarmi ancora qualche istante,poi ha smesso e io ho sospirato,rauca.Mamma mi ha accarezzato il culo e mi ha girata su un fianco.Ha cominciato a massaggiarmi le tette,a piene mani,amorevole adesso,ma ancora possessiva,animale. Mi piaceva essere inerme tra le sue mani,indifesa,piccola,impotente. Tenevo gli occhi chiusi e ormai gemevo senza ritegno.Nè vergogna,quella sarebbe venuta dopo.Mia madre mi è salita a cavalcioni sulla vita e mi ha cinto il volto per le guance.Ho atteso ancora un momento,godendomi le carezze,poi ho aperto gli occhi.
Mia madre era lì,statuaria e impassibile.Ho guardato le sue cosce muscolose ancora lucide di olio solare,il suo ventre piatto,la quarta misura del suo seno imbrigliata a fatica dal top viola del costume.Mi aveva appena violentata e io la trovavo bellissima.
Come potevo non essere dominata,posseduta,umiliata?
Mi ha accarezzato le labbra e ho sperato che si chinasse a baciarmi.Non ne avevo abbastanza,non ero più io.

Invece lei si è alzata,in silenzio,e dallo sguardo che mi ha lanciato mi è sembrato che fosse tornata in sé.Si è reinfilata gli zoccoli e si è pulita le dita donne sesso con cani umide dei miei umori strofinandole contro una coscia.
“Rivestiti che torniamo a casa”ha detto.E' uscita dalla cabina e si è chiusa la porta alle spalle.Ci ho messo venti minuti a rialzarmi,e altri venti per tornare sulla Terra.

Per il resto di quell'anno mamma ha tenuto nei miei confronti un comportamento assolutamente ordinario.Come se non fosse accaduto nulla.Prendeva le pillole,assecondava papà,qualche sera si faceva anche scopare(li sentivo dal corridoio),e con me era la stessa di sempre.Però io non riuscivo a guardarla negli occhi.Ogni volta riepensavo alle sue dita dentro di me,con la vergogna che mi torceva lo stomaco.Non capivo se lo avesse davvero rimosso,e per quanto ne sapevo la sua mente affetta da innumerevoli patologie poteva esserne capace,o se invece si divertisse a giocare con me.Spesso la notte mi sono sorpresa a toccarmi,ed è una cosa che non avevo mai fatto.Come mai prima mi sarei sognata di pensare a mia madre in quel modo.Dovevo odiarla,cercavo di convincermi a farlo ma non ci riuscivo.E alla fine odiavo solo me stessa.
Poi è arrivato Natale,il più incredibile della mia vita.E almeno da quella sera tra me e lei non ci sono più stati equivoci.Se questo può essermi di consolazione.
Mio padre dopo mezzanotte è andato a casa dei suoi,per un saluto e un po' di calore familiare.C'erano sicuramente anche i fratelli con mogli e qualche figlio al seguito.Si potrebbe dire la tradizione.Mia madre non sopportava nessuno di quella famiglia,e nessuno di loro sopportava lei.Ogni tentativo di riunire tutti anche solo per quella sera aveva sempre comportato code velenose,aggravate ultimamente dalle crisi di mamma.Alla fine papà aveva quindi deciso di lasciar perdere.Volevo andare con lui quella sera,ma mi ha detto che non voleva che la mamma restasse sola.Quindi mi sono ritrovata sola con lei,col presepe,l'albero,la carta dei pacchi e il concerto vaticano che ancora ci angustiava dalla televisione.Non avevo voglia di trascinare oltre quel natale insipido.Ho salutato mia madre e sono andata a letto.Lei non mi ha neanche riposto.Guardava la tv impassibile,un ciuffo di capelli sulla fronte bianca.

Mi sono addormentata di botto,poi mi sono svegliata.Ho sollevato la testa intontita,ho afferrato la sveglia sul comodino.Le lancette sul quadrante fosforescente indicavano l'una e trantacinque.Non avevo dormito neanche un'ora.Sentivo ancora il televisore in salotto,ad alto volume.Poteva essere tornato papà.Avevo sete.Bruciante e improvvisa,come a volte capita solo di notte.Mi sono alzata e sono uscita dalla camera.Sentivo freddo.Mi sono affacciata in salotto e non c'era nessuno.Le voci idiote sullo schermo rimbombavano per una platea assente.Ho preso il telecomando e ho spento,di istinto.La voce che è sopraggiunte dal buio mi ha fatto rabbrividire.Stridula.Malata.Isterica.Non mia madre,ma la sua metà oscura.
“CHI CAZZO E' STATO??!”.
Sono rimasta immobile.In silenzio.Pietrificata.Ho atteso che mio padre reagisse,che dicesse qualcosa.Ma mio padre ovviamente non era ancora rientrato.Ero sola.Sola con lei.

“CHI CAZZO HA SPENTO LA TELEVISIONE??!”.
Mi sono voltata,lenta,e ho capito dov'era.In bagno.Vedevo il filo di luce uscire da sotto la porta in fondo al corridoio.Mia madre si era chiusa lì dentro,e non avevo idea di cosa stesse facendo.
“SEI STATA TU,PUTTANELLA?!”.
Potevo tornarmene a letto.Fare finta di niente.Ma sapevo che non era quella la soluzione.Ormai avevo attirato la sua attenzione.Ed era come agitare una bistecca davanti a un cane randagio.
“VIENI QUI!”ha ordinato mamma.

E io l'ho fatto.Col pilota automatico,camminavo lenta senza nemmeno sentire i miei passi.Davanti alla porta del bagno però mi sono fermata.Avevo i brividi eppure non riuscivo a staccarmi e a tornare indietro.Ero come una delle ragazzine idiote di certi horror americani,che corrono dritte in bocca al mostro invece di infilare in fretta la porta di uscita.
Sembrerà assurdo,ma mi pareva di sentirla respirare.
“Entra,amore...”mi ha sussurrato da dietro la porta.Già la voce era cambiata,già era un'altra lei.L'ennesima faccia delle sue mutazioni psicotiche.
Ho girato la maniglia e la prima cosa che ho avvertito è stata il vapore.Denso e bollente.Vapore da acqua calda,mescolato a qualche essenza profumata.Mia madre doveva essere immersa nella vasca.
Mi sono voltata e l'ho vista emergere dall'acqua e alzarsi in piedi,regale.Si è tirata indietro i capelli con quelle mani perfettamente curate e non ho potuto fare a meno di fissarla.La bocca,la pelle lucida e liscia,il seno,i riccioli neri della fica.
“Che cazzo c'hai da guardare?”mi ha sibilato lei.
“Niente...”
Ho abbassato all'istante lo sguardo,imbarazzata.Mamma non diceva nulla e restava in piedi immobile,le gocce d'acqua che scendevano lente lungo il suo corpo scolpito.
“Perchè hai spento la tv?”mi ha chiesto ruvida.
“Non lo so...”ho risposto.
Mi sfidava a guardarla negli occhi.Ma non ci riuscivo.
“Chi cazzo ti ha detto di spegnerla?!”ha insistito.
Si stava di nuovo alterando,lo sentivo.E per il mio quieto vivere non era la prospettiva migliore.Ho alzato gli occhi e ho provato ad essere accomodante.

“Nessuno.Scusa.”ho detto.
Mi ha sferrato uno schiaffo con la mano aperta senza neanche darmi il tempo di accorgermene.
“Scusa un cazzo!”ha sibilato.
Mi sono coperta il volto con le mani e ho sentito subito arrivare le lacrime.
“Mi fai male,mamma...”ho mormorato.
Quello è stato un errore.La scelta giusta è ignorarla,sempre.Ma bisognerebbe trovarcisi per giudicare.
“Che cazzo hai detto?!”ha domandato.Ma sembrava più chiederlo a sé stessa che a me.
E' rimasta un istante incredula,mentre mi massaggiavo la fronte.Poi mi ha afferrato per i capelli e ha tirato verso di lei,brutale.
“AHIA!”ho urlato.Ho anche tentato di divincolarmi,e quesato l'ha fatta incazzare ancora di più.Mi ha bloccato con entrambi le mani e mi ha trascinato dentro la vasca.Sono caduta scomposta,in un mare di schizzi,e ho picchiato un gomito contro uno dei bordi.Il dolore per qualche secondo mi ha offuscato il cervello.

“Schifosa!Schifosa!”urlava la mamma.
Mi graffiava il collo e mi spingeva sott'acqua.Non riuscivo a reagire,lei mi ha schiacciato con le ginocchia e ha iniziato a spingermi giù.Un po' ho bevuto,ho sputato,mi sono presa schiaffi e graffi sul viso,ancora più violenti.
“Ti prego,mamma!”ho urlato cercando di reggermi a lei.
Mi ha messo la testa sott'acqua e mi ha tirato su.Ancora sott'acqua e ancora su.Mi mancava l'aria,il pigiama appiccicato addosso e il peso di mia mamma opprimente sulla schiena.Mi ha sbattuto la testa alla parete della vasca e ho creduto di svenire.

“Ti prego...”ho implorato.
“ADESSO TI FACCIO MALE?! - ha urlato lei – ADESSO TI FACCIO MALE SCHIFOSA PUTTANELLA?!”
Mi era salita a cavalcioni sulla schiena e mi premeva la testa contro il bordo della vasca.Ero nel mio incubo peggiore e non riuscivo neanche a muovermi.
“TI FACCIO MALE?!”ha ripetuto lei tirandomi i capelli.
“Sì!Sì!Ti prego,mamma,basta!”ho urlato.Piangevo forte e tremavo come una bambina.Ed era quello che ero.La bambina che aveva fatto arrabbiare la mamma e si prendeva la giusta punizione.Per quanto fosse incomprensibile,sentivo che ero io che dovevo giustificarmi.

Mamma ha smesso di tirare ma non si è staccata di un centimetro.Mi ha lasciato i capelli,lentamente,e ha continuato ad alitarmi sul collo,in attesa.
“Che cazzo devo fare con te?”ha mormorato.
Io ho appoggiato la testa al bordo della vasca e ho continuato a piangere,più forte.
“Che devo fare?”ripeteva lei,ed era di nuovo intenta a dialogare con sé stessa.Mi teneva per le spalle,le cosce saldamente ancorate al mio bacino.Il barometro del suo umore impazzito stava tentando di nuovo di stabilizzarsi.

“Non sei buona con me”ha constatato.
“Sì”ho singhiozzato io.
“No.Tu non sei buona con me.”ha ripetuto.
“Sì!”ho ripetuto anch'io.
“No,no.Fai sempre la troietta con me”ha concluso.
Non cel'ho fatta più a ribattere.Piangevo e basta.Mamma è restata in silenzio un momento,poi si ha allargato leggermente la presa e mi ha permesso di voltarmi verso di lei.Non la guardavo,tenevo gli occhi chiusi e tiravo su con il naso.Mamma mi ha scostato i capelli bagnati dal visto ed è rimasta sopra di me,in attesa.
“Che cazzo devo fare con te?”ha ripetuto piano.

Ho socchiuso gli occhi,mamma ha allungato una mano verso di me e io mi sono ritratta,di istinto.
“Hai paura di me?”mi ha chiesto.E sembrava stupita davvero.
“No...”ho mormorato.
Mamma mi ha accarezzato una guancia col dorso della mano e per quanto fosse assurdo credo di averla vista sorridere.Sembrava che mi stesse consolando.
“Non c'è da avere paura”ha sussurrato.

Ha continuato ad accarezzarmi il volto e io ho richiuso gli occhi.Tremavo di paura e anche di freddo,ero immobilizzata dentro quell'acqua tiepida e non sapevo che cosa aspettarmi.Per come era inceppato il suo cervello,mamma avrebbe anche potuto prendere il phon e fulminarci entrambe in un istante.Invece mi accarezzava,le guance e il naso e la fronte e le labbra.Si è sporta più vicino e ho sentito il suo respiro sulla bocca.
“E' cosi che ti piace?”mi ha chiesto.
Ho aperto gli occhi e non era più lei.Era la Mamma Tenera e Dolce adesso,pronta a stringermi nel suo amorevole abbraccio.Però io leggevo dietro ai suoi occhi scuri.E lo sapevo che era una finzione.
Mamma mi ha afferrato le mani e mi ha portato le braccia in alto,oltre il bordo della vasca.E' scesa con le mani sui miei fianchi e mi ha sollevato la maglia del pigiama.Non avevo niente sotto,e credo che lei lo sapesse.Mi è passata con le mani sul ventre,poi sulla schiena,poi ancora davanti sulla pancia,e su fino al seno.Ho trattenuto il respiro quando mi ha afferrato le tette e ha cominciato a massaggiare.Piano,dolce,come aveva fatto quella mattina sulla spiaggia.

“E' così che devo fare?”mi ha chiesto.
Subivo le sue attenzioni passiva,gli occhi semichiusi e le braccia in alto,mia madre a cavalcioni su di me che aumentava il ritmo del massaggio.Le tette,i capezzoli,poi sotto le ascelle,la schiena e ancora le tette,a piene mani,con foga.Mamma esplorava il mio corpo,lo accerazzava possessiva e io lasciavo fare,abbandonata.Si è fatta ancora più vicina,ha tirato più su la maglia e ho capito cosa voleva.Ho assecondato il suo movimento e gliel'ho lasciata sfilare.Ha lanciato la maglia sul pavimento e ha ricominciato a palparmi le tette.Dalla vita in su adesso ero nuda,di fronte a mia madre in una vasca da bagno,e non riuscivo a trovarci niente di fondamentalmente sbagliato.Mi si annebbiava la mente,mi sentivo trasparente e leggera.Mamma mi massaggiava le tette instancabile,quasi invasata,poi ha abbassato la testa e ha iniziato a ciucciarmele.Mi è sfuggito un gemito,non sono riuscita a trattenerlo.Mamma ha continuato a passarmi la lingua sui capezzoli ed è scesa con le mani in basso.Mi ha scansato l'orlo dei pantaloni bagnati e ha preso ad accarezzarmi il culo.Ho sospirato,ho poggiato la testa al bordo della vasca e mamma mi ha infilato un dito in fondo,nello spacco.

Le sue unghie mi affondavano nel culo,la bocca mi tormentava un capezzolo e le sue cosce si stringevano sul mio bacino,aumentando la pressione.Mi è sfuggito un altro gemito,più lungo e più forte.Mamma è risalita con le mani sul mio seno,mi ha abbracciato e mi ha leccato come un cane.Mordeva e leccava e mi stringeva forte.Ha alzato la testa di colpo e ho incrociato i suoi occhi,rossi e lucidi,come i miei.Ho capito in quel momento che ero sua,e che niente al mondo che potessi fare avrebbe potuto cambiare le cose.Mamma mi ha attirata a sé e mi ha baciato.Lingua su lingua,bocca saliva e labbra morbide e rosse.E non mi vergogno di dire che non aspettavo altro.Forse qualche volta lo avevo anche sognato.Di nascosto,nel buio,con la paura infantile di lasciarmi andare a cose riprovevoli e sporche.

Ma quel bacio non era sporco,era una liberazione animale.Mamma mi baciava stringedomi a sé e io ricambiavo la sua lingua di fuoco,scendendo con le mani ad accarezzarle le braccia.Era dolce,mi accarezzava mi abbracciava mi baciava e mi amava,senza le parolacce gli schiaffi e gli sbalzi di umore.Era il capovolgimento di un incubo instabile,il sogno di una reciproca appartenenza totale.Mi impastava le tette di massaggi e carezze,io le leccavo le labbra,volevo toccarla ma ancora non mi azzardavo.I suoi fianchi,il suo seno,i muscoli splendidi delle sue cosce.Quante volte ero tornata a pensarci,a rubare centimetri di pelle con occhiate furtive.Odiavo mia madre e invece l'amavo.E per lei era lo stesso,era bello convincersene.Ero la sua bambola perchè lei mi voleva così,il suo giocattolo da torturare,martoriare,straziare.Dovevo solo soddisfarla,appagarla,darle ogni piacere possibile,sempre pronta ad ogni richiesta.Ed era così facile accettarlo,era ineluttabile.Appartanevo a mia mamma e avrei vissuto solo per lei.

Quella notte abbiamo fatto l'amore per la prima volta.Almeno consapevolmente.Perchè la mattina dentro la cabina dello stabilimento era stato tecnicamente uno stupro.Nell'acqua sempre più fredda della mia vasca da bagno invece desideravo che mi possedesse.E lei mi ha preso,mi ha penetrato con tre dita nella fica e nel culo,mi ha morso e leccato e assaggiato,e toccato e plasmato il mio corpo come un modello di plastilina.Ho lasciato che facesse di me quello che voleva,mi sono abbandonata alle sue mani e alla sua volontà ed è stato come sparire.Inabissarsi in una piccola morte ed esplodere nel bianco accecante di un nirvana.

E' stata anche violenta.Mi ha girato di forza,mi ha spinto a pancia in giù contro il bordo della vasca e mi ha sfondato il culo con la mano aperta.Ho goduto all'inverosimile,ho battuto la testa,ho anche urlato.Sarebbe potuto rientrare mio padre,ma in quel momento mio padre non esisteva più.Come ogni atomo fuori dalla porta del bagno.C'era solo la mamma che si scopava la sua bambina.La mia mamma,la mia donna,Signora Dominatrice e Dea.Dopo l'ultimo orgasmo squassante in quell'acqua fredda non riuscivo nemmeno a respirare.

Da quella notte tra noi è cambiata ogni cosa.Mamma continua ogni tanto a incazzarsi con me,ma io lo so che fa parte del gioco.Quasi ogni notte,dopo le tre scivola nel mio letto e facciamo l'amore.Quando restiamo sole in casa non ci stacchiamo un momento.Godo sempre di più,sono felice,piena.Ora conosco ogni centimetro del suo corpo,l'ho assaggiato con la lingua e con le dita.Ho imparato anch'io a farla godere,conosco i suoi tic,le sue voglie,le sue perversioni.Le piace sprofondare sul divano,sfilarsi le scarpe col tacco e farsi leccare i piedi per ore.Con calma,sulle piante e tra le dita smaltate.Io ubbidisco sempre,sono la sua cagnetta e servetta fedele.

Ho mollato l'università.Non riuscivo più a studiare,nè a concentrarmi su nulla che non avesse il sapore,le forme e l'odore della mia mamma.Dovrei cercarmi un lavoro,mio padre me lo dice sempre.Ma mi manca la voglia,non ho iniziativa.
“Possibile che a vent'anni devi stare sempre chiusa in casa con tua madre??”mi ha detto ieri sera.
Possibile,papà.POSSIBILISSIMO.

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